Per la seconda volta da quando conosco il marchio Woodsound ho l’occasione di ascoltare una coppia di diffusori molto interessanti. Esattamente un anno fa, grazie alla disponibilità dell’amico Mattia, che per primo tra i miei conoscenti incrociò il suono Woodsound, ebbi l’occasione di ascoltare il modello LBH-10 che suscitò molto interesse (questo il link all’articolo) ed anche accese discussioni tra amici e soprattutto nei forum di settore. La ragione era chiara, le LBH-10 aprivano la strada sul nostro territorio all’arrivo di prodotti cosiddetti “clone” di blasonati e conosciuti modelli commerciali, con un occhio al prezzo ma senza perdere di vista la qualità della realizzazione ed in parte anche il suono. Con le LBH-10 ebbi dimostrazione del fatto che i cosiddetti “cloni cinesi”, o quelli impropriamente considerati tali, avevano una propria connotazione timbrica e soprattutto un costo molto ridotto rispetto alle aspettative “timbriche”. Insomma, restammo colpiti (io, Roberto Pallocchia e Mattia) dalle prestazioni di quei diffusori e da allora è nata anche una amicizia con Ennio Dolfato che mi ha portato ad ascoltare più volte i diffusori di Woodsound ed oggi vi descrivo come vanno i COAX-8 che da qualche giorno ho dovuto “purtroppo” restituire!

Il diffusore COAX-8 è stato realizzato guardando con occhio attento alla lunga tradizione dei prodotti con driver coassiali, allo scopo di  ottenere la migliore riproduzione del suono possibile cercando di avvicinarsi al concetto di “sorgente puntiforme”. Questo sistema che è stato il motivo trainante dei prodotti Tannoy, cui le COAX-8 concettualmente si ispirano, permette un migliore spettro di distorsione rispetto ai diffusori con trasduttori “separati”. L’altoparlante coassiale inoltre, restituisce in generale un carattere più naturale e “live” al suono, proprio perché simula il comportamento naturale di una riproduzione dal vivo, che potremmo effettivamente definire con “puntiforme” per eccellenza!

Il modello COAX-8 monta un woofer da 8” (20 cm) in carta trattata e sospensione in tela pieghettata (non gomma o foam), per una riproduzione più realistica per esempio delle voci, a cui è associato un tweeter da 41 mm in alluminio, che diffonde il suono con una tromba in rame, con profilo “a tulipano”. Il cabinet è in MDF ad alta densità da 28 mm, molto robusto, che dà peso e sostanza al diffusore, con finitura arrotondata dei bordi.

Sul retro del diffusore si apre un condotto reflex da 50 mm, che ne consiglia quindi un posizionamento ad almeno 30/40 cm dalla parete ed una altezza ad almeno 1 metro/1 metro e 30 cm da terra.

Nella mia configurazione i COAX-8 sono stati posizionati in diverse modalità nell’ambiante d’ascolto. Dapprima collocati subito sopra una coppia di diffusori Wharfedale Linton utilizzati impropriamente come piedistalli. Successivamente poggiati sul fianco di un mobile porta tv, quindi ad una altezza da terra di circa 40/50 cm e posti ai lati di uno smart TV. In fine posti sulla scrivania dove ora sto scrivendo questo articolo, quindi a fianco del monitor e con una posizione d’ascolto svantaggiatissima per questo tipo di diffusori.

I COAX-8 sono diffusori di piccole dimensioni (circa 410 mm di altezza, 280 mm di larghezza e 300 mm di profondità) ma non possiamo definirli propriamente dei bookshelf anche per via della configurazione bass reflex col condotto posto sul retro che mal sopporta l’inserimento in una “libreria”! Delle tre posizioni da me utilizzate per l’ascolto, quella che ritengo ottimale è su piedistalli che ne consentano una altezza da terra di almeno un metro se non qualcosina di più. Se riuscite anche ad allontanarli dalla parete di 20/30 cm, ancora meglio!

Per testarle ho impiegato due configurazioni totalmente diverse tra loro. La prima è quella che normalmente utilizzo per i miei diffusori domestici Wharfedale, che si compone di amplificatore Audiolab 6000A play che si è alternato con il valvolare Audionote realizzato da Roberto Pallocchia sfruttando le eccellenti motherboard PCB-Audio, con un progetto aggiornato al 2020 rispetto alla circuitazione originale (in sostanza la sostituzione di alcuni componenti oramai obsoleti rispetto al progetto dell’epoca ed un diverso disegno del percorso del segnale sulle piste delle schede madri!). Tre le sorgenti utilizzate, il classico lettore CD (Pioneer e Tascam), la musica liquida affidata al player Audirvana su Mac Mini e DAC iFi Nano SE, lo streaming audio effettuato tramite il lettore di rete Logitech Touch e sorgente Spotify/Deezer/Amazon Music. I cavi per i diffusori sono della Hi Diamond, quelli per le sorgenti sono Hi Diamond, Monster Cable e Audioquest.

La seconda configurazione, ben più semplice, affida tutto il lavoro ad un componente integrato della Arylic, ovvero il modello A50+ uno scatolotto che concentra in pochissimi centimetri quadrati un amplificatore da 50 W per canale, un player per la musica in streaming (via bluetooth, wifi, airplay…), un preamplificatore (dispone di un ingresso aux!) ed un ottima applicazione di gestione da pc, telefono e tablet. L’Arylic è stato collegato alle COAX-8 con cavi per diffusori della Van Den Hul.

Come suonano dunque?

Senza ulteriori indugi su accoppiamenti e posizionamento posso subito dire che il posto migliore per questi diffusori è quello su piedistalli ben distanziati dalla parete. Il mio ambiente domestico è trattato acusticamente in modo pessimo ma ne conosco le caratteristiche a menadito e posso quindi subito dire che le COAX-8 andrebbero fatte suonare principalmente in spazi medio piccoli e poco assorbenti (opinione personalissima). Detto questo, la prima cosa che mi ha colpito è stata la riproduzione delle voci per l’equilibrio e per il perfetto posizionamento nella scena sonora.

Sappiamo per esperienza che la riproduzione della voce è uno dei compiti più difficili per un diffusore, anzi in generale per un sistema Hi Fi. Ebbene le COAX-8 riprendono le caratteristiche dei diffusori con altoparlanti coassiali (o “dual concentric” ed in questo caso mi riferisco proprio alle Tannoy), con voci femminili prive di distorsione, reali e non artefatte nonché molto dettagliate. Kevin Lettau, Petra Magoni, Simona Molinari sono i miei riferimenti per questo ascolto ed aggiungo che non sono solo le voci che beneficiano di questa coerenza. Anche gli strumenti con una complessa struttura d’armoniche come gli ottoni e gli archi soprattutto nel loro registro più acuto sono riprodotti con naturalezza, equilibrio e presenza.

Queste caratteristiche sono mantenute dal diffusore in tutta l’area ipoteticamente interessata all’ascolto. Ci si può quindi muovere nella sala senza che questa “coerenza” di riproduzione subisca alterazioni. Di questa caratteristica ne beneficia anche la riproduzione di grandi orchestre, soprattutto nella musica classica dove è possibile individuare con chiarezza qualsiasi strumento e la sua posizione.

Le doti dinamiche di questi diffusori sono ben evidenti, anche spingendo in alto il volume di ascolto la coerenza rimane inalterata e non pare esserci alcun tipo di distorsione ad infastidire l’ascolto. Molto probabilmente la semplicità del crossover di questi diffusori, aiuta a mantenere equilibrata l’emissione anche al variare del volume di ascolto.

Dove mi sarei aspettato di piò è invece nella gamma bassa. Va bene, siamo davanti ad un diffusore di piccole dimensioni con un trasduttore da 20 cm di diametro e dobbiamo lavorare bene sul posizionamento dello stesso in ambiente per ottenere buoni risultati ma pur rispettando le regole basilari di “buona convivenza” tra impianto ed ambiente la gamma bassa resta “carente”. Intendo dire che ho sentito fare di meglio da molti diffusori di minori dimensioni ma soprattutto da molti bookshelf reflex.

Per risolvere questo problema ho trovato come unica soluzione quella di accostarli molto al fondo della parete per poter sfruttare le riflessioni del muro (come visibile nella seconda foto dell’articolo). Così si recupera un bel po di basso ma si perde in equilibrio perché intorno agli 80 Hz sembra esserci una coda indesiderata!

Per tirare le somme utilizzo un po di aggettivi che ben si addicono a descrivere le caratteristiche generali di questi diffusori:

  • essenziali, fanno onestamente il loro lavoro e dialogano bene con ogni tipo di amplificazione utilizzata (classico stato solido, classe D e valvole);
  • naturali, dalla voce agli strumenti a corda, dal pianoforte alle percussioni, con i pieni orchestrali o con un trio, questi diffusori hanno dalla loro la naturalità della riproduzione;
  • coerenti, per la loro linearità di risposta a tutti i volumi di ascolto;
  • carenti, li in gamma bassa dove solo con tanta pazienza e disponibilità si riesce ad ottenere un posizionamento che ne tiri fuori un po di più di quelli offerti al primo contatto.

Le COAX-8 sono disponibili in finitura bianca, come quelle a me fornite da Woodsound ed in finitura noce come quelle della seconda foto di apertura. Si possono acquistare direttamente dal produttore sul suo sito http://www.woodsound.it/ oppure sui canali di vendita Ebay, Amazon e Subito.it al prezzo di 690 Euro la coppia.

Caratteristiche tecniche:
– Sensibilità: 90 dB
– Impedenza nominale: 8 ohm
– Potenza: 50 – 150 W
– Woofer da 8”; in carta trattata, con sospensione in tela
pieghettata
– Tweeter da 41 mm in alluminio con tromba in rame
– Tubo bass reflex da 5 cm posto sulla parte posteriore
(si consiglia un distanziamento di almeno 50 cm per la
migliore resa della scena sonora).
– Crossover a 12 dB con frequenza di incrocio a 2,8 kHz,
per mantenere la parte vocale della musica tutta sul
Woofer
– Risposta in frequenza: 48 Hz – 22kHz ± 3dB
– Dimensioni: 28x29x41 cm, peso 12 Kg circa ciascuno

Di Luca Tommolini

Giornalista tecnico per anni sulle principali riviste di Hi Fi ed Hi Fi Car, dal 2016 ho creato questo sito personale per parlare della tecnologia che mi piace e di qualche altro argomento...

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