Nata nel 1946 come Osaka Denki Onkyo KK, Onkyo ha sin dall’inizio avuto successo grazie ai suoi prodotti Hi Fi che sono sempre stati considerati un gradino più in alto di altri blasonati marchi giapponesi. Negli anni settanta era molto ben vista la produzione di diffusori ma il grande pubblico conosce oggi Onkyo soprattutto per i suoi amplificatori sia Hi Fi che Home Theater.

Secondo gli analisti negli ultimi anni Onkyo non ha saputo adeguarsi alle mode ed alle nuove modalità di ascolto della musica, venendosi a trovare ben presto “in ritardo” su molti settori dell’acustica. L’errore di non essere riuscita ad associarsi finanziariamente a grossi gruppi tecnologici ha portato ad una gran sofferenza finanziaria che ha costretto il gruppo a chiedere istanza di fallimento presso la corte distrettuale del tribunale di Osaka.

Yuji Masaki, capo del dipartimento degli uffici di Osaka di Teikoku Databank (istituto di ricerca sul credito privato), ha riferito che l’azienda ha cercato in tutti i modi di rimanere in vita con varie attività, inclusa la produzione di cuffie e auricolari, ma i provvedimenti non sono serviti e che la cessione di impresa sarebbe stata ad ogni modo un passo indietro.

L’anno scorso Sound United stava pianificando di rilevare l’attività dei marchi audio giapponesi Onkyo e Pioneer. L’accordo  però è fallito per motivi sconosciuti e ora arrivano notizie dal Giappone che potrebbero spiegare perché la vendita non è andata a buon fine!

Le due società sussidiarie di Onkyo che si occupavano della produzione di altoparlanti e altre apparecchiature per conto terzi avevano già presentato istanza di fallimento volontario nel marzo di quest’anno.

Da allora, Onkyo ha cessato le sue funzioni. La società ha detto a Nikkei che: “ha cercato di mantenere l’attività su scala ridotta, ma non è riuscita a impedire che i suoi problemi di flusso di cassa peggiorassero”.

Del marchio Onkyo nel suo periodo di massimo splendore erano ben noti prodotti come gli amplificatori, lettori CD, sintonizzatori, sintoamplificatori AV e sistemi audio all-in-one. Tuttavia, con il passaggio al consumo di musica sugli smartphone e il passaggio a sistemi audio multi-room, l’azienda ha assistito a un costante calo dei ricavi.

Nel gennaio 2021, quando Onkyo ha sollevato per la prima volta la possibilità di un delisting, gli azionisti hanno dato il via libera a un piano per la concessione di stock option a un fondo di investimento nelle Isole Cayman per raccogliere fino a 6,2 miliardi di yen di capitale proprio. Tuttavia, non tutte le stock option sono state esercitate entro la fine dell’esercizio finanziario della società nel marzo 2022. Questo fallimento ha innescato il delisting di Onkyo dalla Borsa di Tokyo.

Onkyo aveva già ceduto da tempo le sue attività audiovisive di consumo a Sharp e Voxx International, con sede negli Stati Uniti. A settembre è anche riuscita a vendere la sua attività di cuffie a un fondo di investimento. L’accordo Sharp e Voxx continuerà a sviluppare prodotti utilizzando il marchio Onkyo.

È sempre triste vedere un marchio storico fallire, ma è un segno che il mercato dell’audio consumer è in uno stato di profondo cambiamento.

 

Di Luca Tommolini

Giornalista tecnico per anni sulle principali riviste di Hi Fi ed Hi Fi Car, dal 2016 ho creato questo sito personale per parlare della tecnologia che mi piace e di qualche altro argomento...

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