Diffusori Utopia 2 – Incredibili ma, vere…


Questo blog è on line dal 2016, ma non scrivo da diverso tempo articoli completi o recensioni di prodotti, quindi non mi capitava da tempo di restare sorpreso dall’ascolto di un componente audio di dimensioni e costo ridotti come quello che vi presenterò più avanti. Prima però di parlare di questi diffusori vorrei raccontarvi una storia di “amicizia”.

Con Roberto Pallocchia abbiamo condiviso così tanti progetti che per raccontare tutte le nostre sperimentazioni, ci vorrebbero gli spazi offerti da un intero libro (e forse un giorno lo scriveremo, vero Rob?). Il tutto nasce da una profonda amicizia iniziata nella redazione di Audio Car Stereo più di tre lustri fa, quando incontrai Roberto intento a maneggiare degli altoparlanti a lui affidati in prova, nel laboratorio della stessa. Rafforzammo la nostra amicizia con scambi di pareri molto vivaci, soprattutto in occasione di fiere del settore Car dove spesso eravamo impegnati per organizzarle o fare il nostro lavoro di giornalisti.

Utopia 2

La prima volta che abbiamo iniziato a “sperimentare” insieme fu quando, forse tra i primi, provammo a portare in auto un personal computer per la musica liquida di qualità. Insomma quando ancora tutti lavoravano in auto con sorgenti CD ed al massimo si ascoltava qualche MP3 attraverso le prime porte USB integrate nelle più moderne sorgenti dell’epoca, io e Roberto bruciavamo qualche motherboard per riuscire ad arrivare in macchina con Foobar ed un nutrito gruppo di byte, in sostanza la “musica liquida in auto”.

Ci seguirono su questa strada molti appassionati tra i quali ricordo Marco Madeddu con la sua Citroen Picasso solo per citarne uno.

Diffusore full horn Utopia 2

Molti anni dopo, insieme a Roberto realizzammo quello che credo possa considerarsi a pieno titolo l’unico progetto di demo car realizzato da una rivista di settore con l’implementazione dell’ascolto in Deep Stereo (un sistema studiato da Fabrizio Montanucci del quale troverete in rete sicuramente tanti “ricordi”!), si trattava della Progetto Lucky.

Per realizzarla superammo tante avversità, non ultimo il completo abbandono del progetto da parte della stessa rivista per la quale lo avevamo realizzato, subito dopo averlo presentato con successo alla fiera a Rimini! Roberto fu insieme a me l’artefice dell’installazione, materialmente realizzata da Matrix Car, noto installatore romano dell’epoca.

Diffusore full horn Utopia 2

Dopo quell’esperienza si riaccese in Roberto l’idea di realizzare qualcosa di inusuale e fuori dagli schemi, partendo dalle esperienze da lui fatte come tecnico del suono negli anni ottanta.

…come è iniziata la storia di questi diffusori “Utopia 2”? Per anni li ho odiati, i diffusori a tromba, utilizzati a forza nelle piazze o nei teatri d’Italia come unica soluzione per sonorizzare adeguatamente grandi spazi. Allora facevo il fonico e i diffusori a tromba erano una necessità irrinunciabile!


Il variegato mondo del Car ha dato a Roberto la possibilità di provare, ascoltare, sperimentare tante configurazioni e tanti altoparlanti finché un giorno non gli capitano in mano delle trombe realizzate da Ciare per “aiutare” appassionati ed installatori nelle gare di SPL (Sound Pressure Level) allora tanto diffuse ed appassionanti per pubblico e concorrenti.

Roberto Pallocchia, progettista delle Utopia 2

… e allora? Fu molto tempo dopo che mi capitò tra le mani un mobile a tromba realizzato dalla Ciare per le gare di SPL. In quel mobile inserii un Eminence da 38 cm e mi si apri un mondo con quel suono particolare che solo i carichi a tromba possono dare. Iniziai a studiare, recuperando quanti più testi possibili nel cercare di comprendere appieno come si comporta l’onda all’interno di un sistema tromba. Passai molto tempo anche nelle biblioteche delle Università romane per cercare di capire, ma più mi inoltravo negli studi e maggiori contraddizioni trovavo. A quel punto decisi che potevo far conto su una sola certezza: quelle leggi della fisica e aerodinamica che sono utilizzate con successo da oltre un secolo.


Da quello spunto nacque l’idea di realizzare dei diffusori per l’ascolto domestico in configurazione “full horn”, ovvero le Utopia 2 che ora andremo a conoscere.

Diffusore full horn Utopia 2

 

Utopia 2 cosa sono e come vanno

… quindi, come si arriva a “UTOPIA 2”? Sperimentando, sperimentando e sperimentando ancora. Il carico che c’è nel diffusore UTOPIA 2, è il prodotto finale di una ingegnerizzazione volta ad ottenere determinate prestazioni sonore con i costi realizzativi più bassi possibili. Considera che solo per il mobile la versione che hai tu è la terza, le altre si differenziano per una differente posizione ed uso di materiali di differente densità  utilizzati per il mobile. Se vai sulla pagina FB “trombe e vinile LAB” trovi nella sezione “foto” alcuni dei progetti più significativi realizzati che sono serviti per la verifica dei principali dettami costruttivi. I vari programmi di simulazione ti tracciano i dati essenziali di una tromba, ma non ti dicono come questa suonerà alla fine; se conviene fare curve interne a 90° o 180° e sull’influenza sonora di queste scelte.


Gli Utopia 2 sono quindi dei diffusori “full horn” la cui filosofia di progetto sfrutta tre punti fermi: dimensioni ridotte per poter essere utilizzati, volendo, anche sopra una scrivania, semplificazione costruttiva e prestazioni che permettano al diffusore una risposta in frequenza estesa fino a 50 Hz.

Alla prova dei fatti Roberto sembra essere riuscito a rispettare i tre punti, realizzando un diffusore compatto con capacita timbriche, di dettaglio e di scena che non ti aspetti, soprattutto in rapporto al prezzo ed al fatto che lì, davanti a te, a tirar fuori tutta quella voce, c’è solo un piccolo trasduttore da 13 cm.

…volevo capire come sei riuscito a realizzare un box così piccolo? Per realizzare un diffusore a tromba così piccolo devi pensare in modo alternativo, fuori dagli schemi consolidati da realizzazioni tutte uguali. Utopia 2 non è nemmeno il più piccolo visto che sempre sulla base di un larga banda ho realizzato Utopia 1 un Full Horn da scrivania!


Non vi descriverò tecnicamente la realizzazione perché, oltre a sapere che utilizza un larga banda da 13 cm ed avere una tromba che lo carica posteriormente, Roberto non ha voluto dirmi di più! Ed in fondo, personalmente non mi importa molto sapere con quali diavolerie progettuali Roberto sia riuscito ad ottenere lo straordinario risultato che “sto ascoltando” mentre scrivo.

Diffusore full horn Utopia 2

Sono seduto sul mio divano ed ho davanti a me le Utopia 2 in una versione che Roberto mi dice non essere ancora quella definitiva. I diffusori sono “impropriamente” poggiati su un mobile del salone che accoglie anche il televisore. Prima di questo posizionamento ho provato altre due soluzioni, una delle quali poggiate sopra due stand alti circa un metro da terra, ma alla fine dei giochi ho preferito quella che vedete in foto. Lo so, non è professionale e forse è pure scorretto nei confronti di chi realizza i diffusori ma vi posso assicurare che ascoltarle in una condizione “non audiofila” risponderà più fedelmente a quella che potrà essere la posizione nell’uso comune (e comunque la descrizione dell’ascolto riporterà anche i risultati rilevati con i diffusori sui citati stand!).

Diffusore full horn Utopia 2

Rodati con il mio impianto nella prima configurazione (su stand, amplificatore integrato Audiolab, sorgente PC dedicato con Foobar 2000 e DAC  ifi Nano LE, cavi di potenza HiDiamond e di segnale Monster Cable), hanno messo subito in evidenza una caratteristica, ovvero la capacità di riempire l’ambiente, anche in basso, con una potenza in watts tutto sommato limitata. Non so quale sia l’efficienza di questi diffusori ma posso subito dire che il mio salone, neppure troppo piccolo, è stato adeguatamente inondato di musica utilizzando poco più della metà della potenza disponibile (con un ampli da 50 watts per canale ed un volume per cui l’anziana signora del piano di sopra non ti manda a comunicare il suo fastidio tramite la badante di turno…).

Le Utopia 2 suonano come diffusori di dimensioni ben maggiori e sembrano non essere intimorite dal dover lavorare per riempire la mia sala da musica. Malgrado ciò, sono capaci di mantenere una eccellente coerenza timbrica su tutta la gamma udibile. Tirano fuori la verve quando necessario e quando richiesto dall’incisione ed hanno energia da vendere. L’estensione verso il basso ha dell’incredibile se si guarda alle dimensioni “fisiche” dell’oggetto! Certo le Utopia 2 non sono diffusori da pugno allo stomaco ma sanno difendersi bene anche là sotto, dove altri prodotti di pari dotazione (parlo in termini di altoparlanti), farebbero rimpiangere l’assenza di un subwoofer. La gamma mediobassa è controllata e non ha fastidiose coloriture. La media e medioalta rimangono coerenti ad ogni volume di ascolto anche se in alcuni casi si può registrare un lieve indietreggiamento nella scena totale. Ecco, ciò che risulta insolito in questi diffusori è proprio la scena. Posti nella classica collocazione a triangolo con l’ascoltatore esattamente al centro, pur posizionati ad una altezza inferiore all’orecchio dell’ascoltatore, riescono a riprodurre un palcoscenico di dimensioni coerenti forse solo non eccezionalmente profondo come ci si aspetterebbe (ma stanno poggiate sul mobile del salone, questo è chiaro?).

Diffusore full horn Utopia 2

Forse non amano molto la musica classica, non tanto quella suonata da quartetti di musicisti ma piuttosto quella delle grandi orchestre. Si capisce che il piccolo trasduttore da 13 cm delle Utopia 2 non riesce a stare appresso a tutti gli orchestrali, malgrado tutto la riproduzione rimane coerente, soltanto non entusiasma il dettaglio del singolo strumento che a volte si perde nell’insieme dell’onda musicale prodotta dal gruppo di strumenti. Insomma, i pieni orchestrali non sono il suo forte ma ci lavora su con dedizione e coerenza.

L’entusiasmo torna quando ci si dedica al jazz cantato. La voce di Claire o di Nina ma anche quella di Petra o di Linn, od anche di Barb ed Anita, vengono restituite nella loro “perfetta” estensione. Non mancano di profondità né di dettaglio e, come nel caso del disco della Magoni con Spinetti, il contrabasso di quest’ultimo è bello pieno e vigoroso e si “allinea” perfettamente alla voce di Petra (Bollani, cosa ti sei perso…).

Insomma, pare che alle Utopia 2 piaccia essere trattate male, in modo duro. Sembra vogliano dimostrare sempre e comunque di essere all’altezza di “ogni” situazione, ed anche quando dalla classe AB dell’Audiolab si passa alla amplificazione a valvole, nella interpretazione affidata all’Audio Note kit 4 “ricostruito” proprio in questi giorni, sempre grazie alle preziose mani di Roberto: ecco che quel mondo di coerenza, solidità e pulizia viene amplificato, non in potenza (abbiamo circa 30 W a disposizione) ma in fedeltà.

Loro, le Utopia 2, sembrano più a proprio agio col valvolare di quanto non lo siano le colleghe di stanza B&W. Mostrano una minore performance in basso ma una dolcezza in gamma medioalta che non raggiungono con l’integrato inglese.

Diffusore full horn Utopia 2

Si, credo che la versione definitiva delle Utopia 2 entrerà a pieno diritto nel mio impianto, appena saranno disponibili per l’acquisto. Un acquisto che non dovrebbe essere impegnativo visto che si parla di circa 500/600 euro la coppia secondo la finitura desiderata, se ho ben capito (il costo definitivo delle Utopia 2 verrà svelato da Roberto quando sarà completata l’ultima release del prodotto che, da quanto mi è dato sapere verrà leggermente modificato da un punto di vista estetico, prima di essere commercializzato).

Che ne dite? Le volete ascoltare? Tenetevi informati per sapere se e come organizzare un ascolto non appena possibile, Covid permettendo, attraverso lo spazio su Facebook che Roberto ha realizzato e che si chiama Trombe e Vinile Lab. Quello di seguito il link al gruppo FB: https://www.facebook.com/trombeevinilelab

A proposito, prima di chiudere vorrei sapere:

…perché il nome Utopia? Perché fino a poco tempo fa era Utopistico pensare ad un Full Horn di 24 x 24 x 18 cm che parte dai 50 Hz… forse il più piccolo al mondo!

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Luca Tommolini

Giornalista tecnico per anni sulle principali riviste di Hi Fi ed Hi Fi Car, dal 2016 ho creato questo sito personale per parlare della tecnologia che mi piace e di qualche altro argomento...

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