Filosofia di un progetto unico: “PALCO” di Dolce Vita. Intervista al progettista…


ODS: si può progettare un diffusore in modo non convenzionale? Dando la precedenza non ai grafici delle misure, ma alle sensazioni ricevute all’ascolto? Abbiamo fatto queste ed altre domande al progettista delle Palco di Dolce Vita che potrete vedere ed ascoltare in anteprima assoluta al Roma Hi Fidelity di questo fine settimana…

RP: Di solito non si fa, preferendo la certezza di un grafico alla sensazione dell’ascolto; è una prassi ormai consolidata, ma personalmente non credo che sia la strada vincente. In fondo un diffusore non è altro che uno strumento di trasformazione di una energia in un’altra, eppure. Ora non voglio entrare nelle problematiche di questa trasformazione, non mi interessa, ma partendo da qui, capire come e quali suoni hanno un “diritto di precedenza” nel nostro sistema uditivo, di come il nostro complesso sistema uditivo elabora e percepisce i suoni che lo circondano. La psicoacustica in questo campo ha fatto passi da gigante riuscendo a comprendere a pieno i meccanismi che il cervello attua per scattare centinaia di “foto sonore” al secondo, per disegnare un quadro reale del mondo che ci circonda. Fotografie sonore nelle quali non cerca il massimo contrasto dinamico, o la messa a fuoco di un soggetto anzi, si concentra più nella ricerca dell’anomalia, di quel particolare non riconosciuto che può fare la differenza tra la vita e la morte. In fondo se oggi siamo qui è anche grazie a questo collaudato sistema che ci ha permesso nei millenni passati di fuggire dai pericoli, e che tale è rimasto sino ad oggi.

ODS: come si può soddisfare tale esigenza? E come associarla alla musica riprodotta dai nostri sistemi audio?

RP: Per prima cosa bisogna evitare che il segnale musicale sia in qualche modo compromesso dal diffusore stesso, non solo sotto il profilo della frequenza ma anche sotto quello del tempo, e che eventuali limiti dovuti alla incapacità dei trasduttori siano in qualche modo corretti. In secondo luogo evitare gli effetti negativi del filtro crossover. Oggi posso soddisfare con buona efficacia la seconda delle due, utilizzando un trasduttore a banda estesa o larga banda, che simula al meglio la sorgente puntiforme, da sempre considerata vincente. Ma resta sempre  da definire un trasduttore che non soffra i limiti di una risposta in frequenza troppo corta o con particolari preferenze di banda, cosa che mi consente di eliminare completamente il filtro crossover dal diffusore. Quindi un banda estesa o larga banda dovrebbe avere una risposta in frequenza che parta almeno dai 40Hz per arrivare ad oltre i 10kHz e che in questo intervallo di frequenze sia il più regolare possibile, senza salti o scalini della risposta in frequenza. La risposta temporale dipende quasi direttamente dalla risposta in frequenza avvantaggiandosi, in questo caso, della totale assenza dei filtri crossover.

ODS: la ricerca di un tale altoparlante già in commercio che risponda ai citati requisiti è possibile? Altrimenti cosa si può fare?

RP: Si possono utilizzare le trombe per correggere e modificare i comportamenti non ideali dell’altoparlante. Le trombe troppo spesso sono associate solo ad una elevata pressione acustica, ai giostrai o alla sonorizzazione di eventi in grandi spazi. Li la pressione sonora conta! In ambito domestico possono essere utilizzate per modificare le caratteristiche tecniche dell’altoparlante che ci interessa utilizzare, magari migliorandone il comportamento oltre ogni possibile aspettativa, trasformando il brutto anatroccolo in un bel cigno. Le trombe infatti possono migliorare la dispersione orizzontale e verticale ben oltre i limiti imposti dalla costruzione dell’altoparlante, contenere l’escursione e la distorsione, inglobare mezzo filtro crossover, adattare l’impedenza di radiazione della membrana all’aria, migliorando di molto la quantità di energia trasferita all’aria stessa, aumentandone non solo il livello sonoro, ma trasferendo anche gran parte di quei segnali a basso livello che per vari fattori meccanici ed elettrici, resterebbero sommersi, nascosti all’ascolto, ma soprattutto se abbinate ad un unico altoparlante consentono di “adattare la velocità di trasmissione delle basse, medie ed alte frequenze, avvicinandosi di molto alla condizione della musica vera.” È noto infatti che in un diffusore tradizionale a tre vie le basse siano notoriamente più lente delle medie e che quest’ultime lo siano nei confronti delle alte.

ODS: Parlaci allora di come è nato il diffusore Palco di Dolce Vita e delle sue caratteristiche

RP: La ricerca e progettazione del diffusore “Palco” appartenente alla linea “Dolce Vita”, utilizza sia un larga banda che un complesso sistema di trombe, per raggiungere questi obbiettivi con soluzioni davvero innovative e mai sperimentate sino ad ora su di un diffusore commerciale. Il caricamento acustico dato dalla tromba posteriore assieme alle quattro alette anteriori, accoppiata  ad una complessa costruzione del mobile, correggono e caratterizzano il comportamento del larga banda scelto, senza alterare troppo il carattere proprio dell’altoparlante, cosa che ne accresce la qualità sonora. Le alette anteriori infatti, rappresentano la massima semplificazione di un sistema progettuale assai più complesso, offrendo all’utilizzatore la possibilità di adattare sia la gamma media che quella acuta alle esigenze del proprio locale di ascolto. Variando in modo autonomo la loro inclinazione  rispetto al punto di ascolto, si modifica così anche la percentuale di suono diretto e suono riflesso immesso in ambiente, con il vantaggio di una scena più ampia ed una ambienza più naturale. Anche il super tweeter svolge un lavoro importante consentendo al sistema di spingersi oltre il muro dei 20kHz per completare la banda ultrasonica. Per migliorare il legame con il larga banda nella zona di transizione, viene montato su di una slitta scorrevole che ne facilita l’amalgama con il complesso sistema di trombe. E come per quasi tutti i sistemi a tromba la nostra Palco offre una grande semplicità di installazione in ambiente accettando di buon grado sia la vicinanza della parete posteriore che un posizionamento ad angolo.

Non vi resta quindi, che passare nella saletta Dolce Vita al Roma Hi Fidelity (piano terra) per provare a vivere l’emozione di ascoltare la musica con questo particolare diffusore.
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