I giovani italiani sono pronti per la democrazia digitale?


La rivoluzione digitale sta trasformando la politica e la società, ad affermarlo è la ricerca “L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica”, realizzata da Adl Consulting, società di consulenza e comunicazione istituzionale, e presentata il 24 ottobre scorso all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma, di fronte a esponenti di spicco della politica e dell’economia italiana.

Gli studenti universitari sono i protagonisti assoluti di una delle sezioni della ricerca, in quanto ricoprono il doppio ruolo di cittadini e professionisti del futuro. A sorprendere è l’insufficiente conoscenza e l’inadeguata comprensione dei temi della democrazia digitale, evidenziate dall’indagine. Su un campione di 300 studenti, provenienti da diverse facoltà (Ingegneria 54%, Scienze Politiche 34%, Giurisprudenza 10%, Marketing & Comunicazione, Economia 1%), risulta che il 56% non ha mai sentito parlare di “democrazia digitale”, chi conosce il termine proviene da facoltà giuridico-economiche. Nell’indagine risulta che il 75% non ha mai letto libri o approfondimento sulla blockchain, mentre il 61% è entrato in contatto con articoli e libri sull’intelligenza artificiale. È stato misurato il grado di coinvolgimento nelle decisioni politiche da cui emerge che a livello europeo il 36% non si sente per nulla coinvolto, mentre a livello nazionale il dato scende al 25%, fino ad arrivare a livello locale con la misura del 22%. Il dato positivo emerso dal sondaggio è che gli studenti vedono in modo entusiasta l’applicazione della tecnologia nei diversi ambiti della società (84%).

“Abbiamo affrontato oggi il tema della democrazia digitale da diversi punti di vista, in particolare ci siamo concentrati sulla qualità delle informazioni e delle decisioni che possono essere prese da istituzioni e aziende grazie all’utilizzo dei dati e delle piattaforme in chiave delle tecnologie disponibili, sia di quelle della blockchain sia dell’intelligenza artificiale. In particolare abbiamo mostrato le potenzialità del digital lobbying per le aziende in ottica di trasparenza, reputazione e vantaggio competitivo. In strutture organizzative complesse questo è un fattore critico di successo – afferma Claudio Di Mario, Founding Partner & CEO di Adl Consulting che continua – Ringrazio tutti i presenti che sono stati qui oggi e che hanno dato un contributo: Autorità, keynote speaker, rappresentanti delle istituzioni e manager che hanno permesso questa ricerca. In questa cornice abbiamo consegnato il Premio Democrazia Digitale a quattro laureande e dottorande che svilupperanno questi temi nei prossimi mesi”.

Ne L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, come scrivono gli autori nell’introduzione alla ricerca, si indaga come a fronte di un’innovazione digitale che ha cambiato quasi ogni aspetto della nostra vita privata, la democrazia e le sue pratiche (in primis in termini di legislazione e di governo) siano ancora fortemente ancorate al modello tradizionale della democrazia rappresentativa costituzionale classica; tuttavia, il potenziale innovativo della rivoluzione digitale ha già iniziato a cambiare fortemente la relazione tra istituzioni e cittadini (per esempio attraverso l’uso di piattaforme di partecipazione), così come la modalità in cui gli stessi cittadini, le imprese o i rappresentanti di interessi stanno ripensando il dialogo con i decisori pubblici (per esempio attraverso il cosiddetto digital lobbying).

Francesca Bria, Senior Advisor Digital Cities presso le Nazioni Unite e già Assessore alla tecnologia e innovazione digitale de Comune di Barcellona ha sottolineato nel suo intervento che per riconquistare la sovranità digitale e garantire i diritti digitali dei cittadini, sono necessarie infrastrutture decentralizzate con gestione e controllo democratico.

“Le tecnologie sono efficaci quando sono al servizio delle persone, quando sono vissute come strumenti che migliorano la vita dei cittadini creando una città aperta e inclusiva, volano di crescita e di sviluppo sostenibile. Per questo stiamo lavorando ad una visione “human centric”, dove i cittadini siano al centro del processo di innovazione. Una strategia sempre più focalizzata sugli “Smart Citizen”, per rispondere ai bisogni delle persone attraverso servizi veloci, efficaci e sostenibili” spiega Roberta Cocco, Assessora alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano nell’ambito del dibattito con Flavia Marzano, Professore straordinario presso la Link Campus University e già Assessora Roma Semplice di Roma Capitale, moderato da Sigfrido Ranucci, Giornalista RAI.

Sono intervenuti esponenti di spicco di alcune aziende nazionali e internazionali come Péter Ilyés (CEO E.On Italia) che ha posto l’attenzione su come la tecnologia possa diventare democratica puntando sul tema della fiducia;  Andrea Benassi (Head of Public Affairs & Sustainability del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA), che ha approfondito il ruolo del sistema bancario nell’indirizzare le scelte di investimento con riguardo alle sfide della sostenibilità;  Corrado Righetti (CEO di Sharp Italia), che ha mostrato come anche i processi di apprendimento si possono rendere interattivi e smart, e Romano Righetti (Direttore External Affairs di Vodafone Italia), che si è soffermato sull’importanza di adottare e sviluppare standard comuni a livello comunitario in termini di privacy e cybersecurity.

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